Val di Non: Castel Bragher
luglio 2017

"Spettacolo al castello e altro"

- di Piergiorgio Comai

Castel Bragher di proprietà dei conti Thun Hohenstein ultimamente sta ospitando delle manifestazioni che permettono di ammirare la sua pregevole struttura interna. Ve lo presento con una stampa e due vecchie foto.

Panorama Castel Bracherio Veduta estesa Veduta estesa Veduta d'insieme Veduta d'insieme

maioliche, anni sessantaNell'anno 1966 ebbi l'opportunità di poter visitare l'interno di Castel Bragher di cui sapevo poco o niente. Rimasi impressionato dall'imponenza della struttura vista dal cortile interno con le due scalinate che portano all'entrata del maniero. È passato del tempo ma ricordo la mia meraviglia nel vedere la sala d'armi, la grande stanza della biblioteca, le vetrine ordinate con ceramiche e porcellane preziose, cristalleria. Ero incuriosito dal grande albero genealogico esposto e, naturalmente, da trofei di caccia e dai ritratti dei personaggi del casato. Le stanze private, a confronto con quelle di oggi, mi sembravano modeste, quasi spartane. Dell'altare e degli affreschi della chiesetta di San Celestino ricordo solo che ci sono entrato. Da allora mi è stato possibile vederlo solo dall'esterno e talvolta ne ho colto delle inquadrature fotografiche. Finalmente, in occasione della serata in castello per la rappresentazione della novella di Pirandello "La Giara" sono tornato nel cortile del Bragher. Era come lo ricordavo con in più gli edifici di contorno ben regolati.

Veduta da ovest
Castel Bragher, gli edifici di servizio, chiese di San Celestino e, all'esterno, Madonna di Loreto.

In viaggio con Jacobo Laurino e Galvani a castel Bragher: LA GIARA


Verso le otto di sera mi incammino verso il castello che ci mostra, fra i rami degli alberi lungo la strada, la sua facciata meridionale. Altre persone si dirigono al castello.

in cammino
riposo
In cammino verso il castello.

La struttura esterna con la cinta merlata.

Dal portone esterno si entra fra il palazzo e la cinta esterna.

Ingresso
passaggio
Portone d'accesso ... chiuso"

Passaggio verso il cortile

Un crocifisso, sotto la passerella ligngea coperta fra palazzo e la chiesa di San Celestino, ci saluta e siamo nel cortile che si sta popolando.

crocifisso
angolo SO
Elegante e semplice Crocefisso

Gli spettatori prendono posto nel cortile.

Nell'attesa, girando per il cortile, mi soffermo alla grande fontana ed i caseggiati rimessi a nuovo che stanno dietro, non dimenticando il palazzo comitale con la poderosa scalinata e ... la giara già sul posto.

la fontana
scalinata del palazzo
Fontana sul lato ovest del cortile

La scalinata d'accesso al palazzo

Mi ha interessato la bella facciata con due agili bifore ingentilite dai vasi di geranio e loo stamma Thun Hohenstein fra due porte al arco.

Vista verso sud
Vista verso Nord
Elegante facciata con bifore ed archi

Particolare dello stemma sulla facciata

È tempo di rivivere la novella del "La Giara", spetttacolo allestito da Jacopo Laurino ed Elena galvani che qui svolge la parte di narratrice. Entrano in scena, alle spalle del pubblico, le raccoglitrici di olive.

abbeveratoio e deposito
segnale spezzato
Il racconto della novella è iniziato.

Il gruppo delle raccoglitrici di olive

Don Lollò Zirafa è infuriato per la nuova giara trovata inspiegabilmente rotta e se laprende con un suo contadino. Arriva il conciabrocche Zi Dina e si accende la discussione sul modo di aggiustare la giara.

Vervò zoomato
panorama Vervò
Don Lollò infuriato co suo contadino.

Discussione di Lollò con Zi Dima.

Per un buon lavoro Zi Dima entrato nella giare ma l'inboccatura è troppo stretta. Con l'aiuto dell'avvocato di Lollò si arriva a un accordo che si risolve soltant il mattino seguente con un calcio di Lollò alla giara.

Vervò zoomato
panorama Vervò
Zi Dima tenta di uscire dalla giara.

L'avvocato Scimè aiuta a trovare un dignitosa accordo.

Per un buon lavoro Zi Dima entrato nella giare ma l'inboccatura è troppo stretta. Con l'aiuto dell'avvocato di Lollò si arriva a un accordo che si risolve soltant il mattino seguente con un calcio di Lollò alla giara.

Vervò zoomato
panorama Vervò
Caloroso saluto del pubblico agli attori.

E saluto al cortile interno di Castel Bragher

ALTRE IMMAGINI DI CASTEL BRAGHER



Tuenno Vervò

Posizione del castello alla sinistra del Rio Valle o Sette Fontane

Il castello si erge su uno sperone di roccia sul lato verso la strada ed è difeso dal burrone sul lato opposto. Nel piazzale esterno sorge la chiesetta votiva della Madonna di Loreto con gli affreschi della stazioni della Via Crucis piuttosto sbiaditi.

bragher dall'alto
torri e mura
Veduta panoramica dall'alto

Lato esterno fortificato con mura e torri
bragher dall'alto
torri e mura
Chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto

Il castello dal piazzale di Loreto

Per completare aggiungo altre quattro foto prese all'interno.
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Palazzo verso NordPalazzo verso Nord grottaGrotta con fontana Palazzo,corpo centraleCorpo centrale San CristoforoSan Cristoforo Palazzo verso SudPalazzo verso Sud

CASTEL BRAGHER, dal sito dell'excomune di Taio


Castel Bragher si trova a nord dell'abitato di Taio nel territorio di Coredo ed è uno dei più pittoreschi castelli delle Alpi, ottimamente conservato. Il complesso dei fabbricati è fondato su di uno sperone roccioso, delimitato e difeso da tre parti da profondi burroni, alla confluenza del Rio di Sette Fontane nel Rio di Val Solsa. Il tutto in mezzo alla foresta di conifere attraversata dalla strada per Coredo. Il mastio, quadrangolare, è incorporato nel palazzo comitale che è rafforzato, verso l'unico lato accessibile, da due torrioni lunari angolari. Verso il burrone delle Sette Fontanelle, profondo 35 metri, la cilindrica Torre della Pece, con cuspide gotica a pan di zucchero e caditoie per la difesa piombante, sbarra il ponte coperto; una cortina merlata la unisce alla torre quadrata e poi continua verso la chiesa di San Celestino, abbracciando il castello. I vari corpi del fabbricato formano un insieme massiccio e movimentato. Il castello, imbiancato a calce, ha finestre bianche e rosse, i colori del casato dei Thun.

Il primo nucleo fu costruito nel 1270 da Bragherio di Coredo che ottenne dal principe vescovo il permesso di erigere una torre su quella roccia e di andarvi ad abitare, lasciando al fratello Paolo il castello di Coredo. Pochi anni dopo venne in mano dei signori di Tono: prima per matrimonio (1286), poi per acquisto (1321-22). Nel 1430 è nominata la "Curia castri Bragheri". Fu ampliato nel XVI secolo e in quello successivo assumendo la singolare forma architetturale attuale. Superando tre porte e percorrendo il passaggio obbligato tra la cortina esterna e il palazzo comitale, si giunge nella corte dove sorge la chiesetta di San Celestino, con cavalcavia ligneo che la salda al palazzo. Fu consacrata nel 1452.

in Pongaiola Dirimpetto si alza alto il palazzo, che da questo lato cambia volto e assume l'aspetto di una signorile dimora secentesca. Nel vestibolo soffitti lignei, mobili in stile, armi antiche e altri cimeli. L'archivio custodisce una ricchissima collezione di pergamene e documenti della famiglia Thun. È il più importante archivio privato del Trentino. Una botola nel torrione cilindrico, da accesso alla prigione, un'angusta stanzetta scavata nella roccia dove, seconda la tradizione, sarebbe stata lasciata morire una contessina Thun che aveva stretto una relazione con un giovane di famiglia non nobile. Il castello conta 70 stanze.

All'esterno, sulla strada per Coredo, fra un ambiente di parco naturale, si trova la chiesetta della Madonna di Loreto del XVIII secolo con statua della Madonna con Bambino intagliata da Giovanni Strobel di Cles. Nei presi, sta una stele ex-voto di una contessa Thun. Verso il bivio per Tres, ai margini del bosco, il mausoleo della famiglia Thun (cappella di S. Antonio, 1882).

La linea Coredo-Bragher deriva da Bragherio, figlio di uno dei capostipiti del casato, il quale lasciò verso il 1250 castel Coredo per una rocca che da lui prese appunto il nome di castel Bragher. Questo castello fu dei Coredo di Bragherio solamente per poco più di un secolo, per passare poi ad un ramo dei Thun. Stemma Coredo-Bragher. Campo dello scudo: d'oro a tre fasce d'azzurro. Cimiero: due semi voli caricati delle figure e dei colori del campo dello scudo.


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