Antichi tesori in Val di Non
La cappella votiva di Vervò del 1476   



Cappella dei santi Fabiano e Sebastiano di Piergiorgio Comai


A nord dell'antica Chiesa di san Martino sorge, in posizione elevata, esterno chiese la cappella dei ss. Fabiano e Sebastiano in aderenza al preesistente campanile romanico di incerta datazione. Nove persone di Vervò ebbero l'iniziativa di costruire una cappella come voto per aver superato un periodo di pestilenza. Siamo a metà del XV secolo; allora in alto si ergeva solitario soltanto il campanile e, più in basso, l'antica cappella  di San Martino con il cimitero attorno  (vedi la situazione attuale nella foto accanto).

Questo è il documento della prima “Consacrazione della chiesa dei santi Fabiano e Sebastiano di Vervò seguita li 22 ottobre 1476”.


(traduzione libera dal documento in latino) - Noi, Albertino dell’ordine dei Minori e, per grazia della Sede Apostolica, vescovo esiense e inoltre Vicario Generale in pontificalibus per l’autorità del reverendissimo in Cristo Padre e Signore Signor Giovanni vescovo di Trento a tutti e a ciascuno dei fedeli in Cristo che leggeranno questo decreto assicuriamo la vera salvezza a chi si rende utile in modo lodevole e degnamente, ricordando che l’abbondanza del suo amore paterno attribuisce una ricompensa per il bene fatto al di là dei meriti del supplicante. Nondimeno desiderosi di favorire un popolo accogliente e fedeli che seguono le buone opere per il Signore, li ricompensiamo col dono di indulgenze, cioè remissioni per la vita eterna in virtù delle quali siano più aperti alla grazia divina.

Pertanto consacriamo la cappella dei santi martiri Fabiano e Sebastiano, fondata ex nuovo all'esterno del paese di Vervò nella diocesi di Trento a oriente del campanile, con un altare in essa situato, vale a dire dedicato ai predetti santi Fabiano e Sebastiano, il 22 del mese di ottobre con le reliquie sotto citate. Pertanto noi, desiderosi che la stessa cappella sia frequentata con congrui onori e affinché i fedeli in Cristo più volentieri confluiscano in essa a motivo di devozione e qui comprendano come dono della grazia di essere rinnovati per la misericordia di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo, sicuri della sua autorità, concediamo quaranta giorni di penitenze da scontare e altrettanti da parte del Signor Domino Giovanni vescovo di Trento, in nome del quale operiamo come vice, a tutti coloro che visiteranno la cappella o l'altare e porgeranno una mano di aiuto e offriranno pie elemosine o elargiranno sussidi di carità misericordiosamente nel Signore, veramente pentiti e confessati, nel giorno della dedicazione o patrocinio nella festa del Corpo di Cristo, nelle festività della Beata Vergine Maria, dei Dodici Apostoli, dei Quattro Dottori (s. Agostino, s. Ambrogio, s. Girolamo e s. Gregorio Magno) come pure i Quattro Evangelisti, nei giorni di domenica, nel giorno dei santi Martiri Fabiano e Sebastiano e nelle festività sia dei Santi che sono nell'altare. A testimonianza delle cose premesse concediamo questo decreto fornito del nostro sigillo qui appeso. Dato in Trento nell’anno della nascita del Signore MCCCCLXXVI (1476).

Tale cappella fu edificata da nove persone a motivo di devozione e per malattie superate i nomi dei quali sono questi: 1) Giorgio detto de la Fum 2) Giovanni Pietro figlio di Nicoletto 3) Giovanni di Gottardo 4) Avancino di Giovanni de Bazon 5) Leonardo de la Polinella 6) Gaspare Bertolini 7) Polonio figlio di Botura 8) Il figlio di Concio 9) Pietro Strozzega La celebrazione della dedicazione di questa cappella sarà tenuta il primo giorno dopo la festa delle undicimila Vergini. (le martiri e vergini compagne di Sant’Orsola dovrebbero essere state undici - XI M.V.) Le reliquie dell'altare sono codeste, precisamente: dei santi martiri Fabiano e Sebastiano, di san Martino, del latte della beata Vergine Maria, di san Romedio, dei tre Re, dei santi martiri Sisinio, Martirio ed Alessandro e di sant'Antonio. I vicini diedero aiuto alla costruzione come buoni vicini. In aggiunta (testimoni): Antonio di certo fu Vulielmeto, Antonio Marinello, Cristoforo Renegayt, Pasquale de Pasquali, Agnese de Notariis. Sigillo pendente in cera rossa


Nel passato era molto frequentata e destava molto interesse perché la statua della Madonna (allora una immagine vestita) posta nella nicchia dell’altare era ritenuta miracolosa e le sue pareti erano tappezzate di quadri votivi risalenti fino al secolo XVII. I paesani si riferivano ad essa, e ancora si riferiscono, come cappella della Madonna e non dei santi Fabiano e Sebastiano. A più riprese, tra il 1974 e il 1977, la cappella fu visitata dai ladri, che la spogliarono di vari dipinti, ex voto e sculture dell'altare. L'altare rimase profondamente deturpato e furono tolti gli antichi quadretti ex-voto rimasti. Di solito non è visitabile se non nei giorni di riti religiosi a San Martino. La statua della Madonna Assunta posta sull'altare viene portata processionalmente per le vie del paese in occasione della festività del 15 agosto, sagra di Vervò.

Orientata a nord, la cappella dei Santi Fabiano si presenta con la semplice facciata rettangolare che reca cinque lapidi sepolcrali murate, il portale architravato con croce centrale e una finestra rettangolare con cornice in pietra calcarea.Sulla parete di fondo, all'interno è impressa, come un sigillo, questa interessante croce di malta.

Sul lato orientale si apre una monofora centinata, mentre le altre pareti sono cieche. L'interno, a pianta quadrangolare, è costituito da un locale unico. La parete di fondo è decorata da grande manto che avvolge l'unico altare ligneo. I costoloni della volta a crociera sono profilati da  da cornici geometriche completati da motivi floreali. L'altare costituito da due semplici colonne tortili; ora è privo delle statue laterali di San Sebastiano e San Rocco, dell'Immacolata al centro del timpano e, nella nicchia centrale,  della figura vestita della Madonna delle Grazie col Bambino. Il paliotto, dorato da Giambattista Costanzi nel 1736, aveva nel mezzo l'adorazione dei Magi in ricamo, donato da Leonardo Pollini, non più presente.

Agli inizi del 1700 vi si portavano anche i nati morti per invocare un segno di vita e in tal modo poterli battezzare. Era meta di processioni votive dai paesi vicini. La cappella era tutta affrescata: secondo Weber (anno 1938) un'iscrizione allora visibile all'interno testimoniava un intervento di scialbatura degli affreschi, avvenuto il 3 settembre 1582. Nel 1691 don Domenico Meneghini, curato di Vervò per 19 anni, donò alla cappella un quadro con san Francesco che riceve le stimmate, non più presente. Nel 1881 fu ornata con un grande tendaggio sulla parete di fondo e motivi floreali ai lati dell'altare con decorazioni di contorno. Cornici geometriche delimitano le vele della volta.




Immagini della capella
dei SS. Fabiano e Sebastiano


Appoggiato alla parete nord, nell'arco della volta a crociera sta l'altare ligneo dedicato alla beata Vergine delle Grazie, opera di Giacomo Strobel del 1724. La struttura attuale mostra l'impoverimento causati dai furti di opere sacre, tuttavia dà un'idea dell'eleganza del passato. La statua della Madonna Assunta che sta sul piano della mensa è portata in processione alla sagra del 15 agosto; non è l'originale. Di fronte, sotto la vela sud che mostra le belle decorazioni, sono appese due antiche pale di altare dedicate alla Madonna del Rosario e un quadro incorniciato.

altare Madonna
Sagrato
Altare della Madonna delle Grazie

Parete di fondo con data del restauro

La cappella conserva al suo interno gonfaloni e croci processionali, vecchi banchi e quadri vari, come si vede nelle foto di sinistra. È interessante il pavimento a piastrelle colorate in composizioni geometriche. Nella foto a sinistra si vede l'altare completo. Il paliotto originale mostrava l'adorazione dei Magi in ricamo. In alto manca l'immagine dell'Immacolata che ornava il timpano, di fianco alle colonne le statue di san Sebastiano e san Rocco. Il tabernacolo indorato da Fedele Battocletti di Cavareno nel 1874 non è più presente.

altare Madonna
Sagrato
L'area di fondo della cappella e l'entrata

  L'altare completo

Al centro della volta si incontrano i costoloni impreziositi da motivi geometrici che racchiudono decorazioni floreali. Un grande gonfalone rosso è appoggiato alla parete est in cui si apre una monofora  terminante ad arco con i sui cristalli.

parete di entrata
crofifisso
Decorazioni della volta a crociera"

 Gonfalone e Crocifisso processionale

Sulla parete ovest sono appesi i pochi ex voto rimasti, quelli più antichi di pregio sono stati riposti in canonica e, in parte, furono trafugati dai ladri negli anni settanta del XX secolo. Altri vecchi quadri sono disposti in ordine sparso sulle pareti. Su quella di fondo c'è un san Michele che sconfigge Satana.

parete di entrata
crofifisso
Quadri ex-voto
  Quadro di san Michele

Brevi notizie

Dopo l’inaugurazione del 1476 si svolsero alcuni lavori di manutenzione.

Nel 1724 l'intagliatore Giacomo figlio di Pietro Studel intagliò l'altare della cappella dei ss.Fabiano e Sebastiano dedicato alla beata Vergine per troni 186 e carantani nove.

Nel 1750 la cappella fu sottoposta ad opere di restauro.

Due anni dopo fu rinnovata l'intera copertura.

Nel 1874 Fedele Battocletti, indoratore di Cavareno, ricevette fiorini 35 per l’indoratura del tabernacolo.

Nel 1875 lo stesso Battocletti, si impegnò a porre nella cappella una nicchia della Madonna Santa Maria delle Grazie per il prezzo di per 85 fiorini. A novembre si andò a prenderla con un carreggio lassù e fu trasportata a Vervò.

Giovanni Battista Prantil di Priò fornì le pietre dell'altare e abbassò il "crozzo" (roccia affiorante) davanti alla cappella stessa per 16 fiorini.

Nel 1875 Fortunato Cavosi mise in opera le lastre all'entrata della cappella per 12 fiorini.

Nel 1881 fu rinnovato il pavimento con  tavolette di cemento e sabbia, preparate sul posto, nelle tonalità del bianco, del rosso e del nero, disposte in corsi paralleli a formare dei decori geometrici.

 


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