Buon Natale: tempo di speranza
Non lasciamoci travolgere dai valori del consumismo

Vervò, 23 dicembre 2003 Piergiorgio Comai

Buon Natale!

La tradizionale festività cristiana ripropone di anno in anno profonde riflessioni sui valori della vita di ogni persona: umiltà, solidarietà, amore verso il prossimo sull’esempio del Cristo che si è fatto uomo per la salvezza dell’umanità. Può essere un momento intimo e importante per affinare i modi di far progredire la capacità dell’uomo a tradurre in pratica i buoni propositi contenuti in documenti, vibranti appelli civili e religiosi, costituzioni statuali, nei libri di tanti pensatori.

La realtà è preoccupante: scandali finanziari dei potenti che saranno pagati dai piccoli risparmiatori, leggi ad personam, il ricatto come leva politica nei rapporti fra zone del mondo ricche e povere che si è tradotto in guerre artatamente denominate di liberazione. Per i ricchi ci sono i paradisi fiscali, per gli operai che rivendicano promesse scadute da due anni, precettazioni e minacce; per gli amministratori pubblici aumenti di prebende automatici e privilegi, per il popolo rincari dei servizi e inviti alla comprensione del momento difficile. Le uccisioni di persone nelle operazioni di guerra o di “peace keeping” causate dagli stati potenti (l’occidente in genere, compreso lo stato d’Israele) sono incidenti di percorso per le quali basta una scusa formale, le uccisioni degli altri sono sempre e comunque terrorismo. Per vincerlo si passa dalla guerra infinita, all’uso discrezionale del diritto internazionale, senza mai impegnarsi in una riflessione seria sulle cause che alimentano questa tragica e disumana attività terroristica. Con un certo fatalismo si conclude che non c’è nulla da fare: i più forti, da che mondo è mondo, hanno sempre avuto la meglio, con ragione o senza ragione. Questo concetto, se non sbaglio, fu portato alle estreme conseguenze dall’ideologia di Hitler e la sua razza ariana.

Ma io so che nel corso degli anni ad un certo punto nacque, visse e morì il figlio di Dio. Sul suo insegnamento si sviluppò e fiorì la civiltà cristiana che dà infinito valore anche al più piccolo, il più inerme, al più debole delle persone, tutte immagine di Dio. Dal Natale di Cristo non dovrebbe essere più permesso agli strateghi della civiltà cristiana di dire che il più forte ha sempre ragione (a dire il vero si guardano bene dal dirlo: lo fanno). Sono passati duemila anni: la tecnologia e la scienza hanno fatto passi da gigante, per il progresso in termini di PIL e per il suo benessere materiale la parte più progredita sta mettendo a repentaglio la stessa esistenza del pianeta. Per quanto riguarda i rapporti fra le persone all’interno di ogni società e i rapporti fra gli stati, la situazione è ancora ferma al medioevo. Anche allora la cornice su cui si reggeva la società era cristiana: in ogni castello, in ogni casa signorile non mancava la cappella, ma la nobiltà godeva di privilegi e di immunità mentre il popolo doveva adattarsi e portare la sua croce: come adesso.

Colpisce il fatto che sono chiamati “riformisti” quelli che vogliono affinare il sistema di [s]perequazione sociale alla ricerca di un modo di aiutare chi ha bisogno ottenendo per sé un incremento del PIL. Invece da molte autorità e da non pochi cittadini sono chiamati idealisti inconsistenti quelli che si adoperano affinché la guerra distruttiva moderna sia considerata un morbo da sradicare, quelli che propongono il rispetto dell’ambiente depredato dalla voracità di fonti energetiche necessarie a sostenere un sistema di vita che necessariamente sarà riservato a pochi, quelli che vorrebbero offrire ai lavoratori dei diritti invece che dei regali. “Lavorare per poco e senza diritti è meglio che non lavorare affatto”, si dice. Io potrei aggiungere: “Meglio stare come Lazzaro presso la mensa del ricco Epulone a ricevere gli avanzi, piuttosto che non mangiare affatto.” Ma Cristo non considerava Lazzaro un benefattore!

Buon Natale a tutti e chissà che non venga ridata dignità anche agli idealisti nominati prima per giungere ad un “riformismo con anima e con chiare mete che valorizzino ogni persona di questo mondo. Buon Natale! Piergiorgio Comai Vicolo della Frona, 1 38010 Vervò (TN) e-mail: p_comai@virgilio.it

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