intestazione

Spunti per conoscere alcuni avvenimenti dell'anno 2015

I Miei post su facebook

LA BUONA SCUOLA

A inizio d'anno il governo ha proposto la "Buona scuola".
Parlare di scuola è sempre uno stimolo. Per me la scuola dovrebbe dare soprattutto le basi per capire e agire nel mondo (leggere, scrivere, comunicare, far di conto) e usare il senso critico con esperienze di vita democratica e sociale nell'istituto scolastico. Mi pare che tuttavia si pensino le riforme della scuola seguendo le mode. Ricordo le tre i di berlusconi: inglese, impresa, informatica. Adesso invece si punta sull studio di due lingue cominciando dalla scuola materna e con gli incentivi premianti agli insegnati migliori (lingue e competizione). 
Riguardo alla buona scuola di Renzi pongo la domanda: "Buona per chi?".
Se dessero seguito al dettato costituzionale di dare a tutti le stesse opportunità di partenza, almeno per quanto riguarda la scuola, la smetterebbero di volere una scuola in cui ci siano insegnanti bravi selezionati per merito e, di conseguenza, scuole prive di questi insegnati super. La stessa classe magistrale, se pensasse alla formazione dei cittadini secondo i principi della costituzione non dovrebbe accettare la conseguente disparità all'interno dell'istituto, fra istituto e istituto, fra regione e regione. Alle scuole d'élite arriveranno più soldi, alle altre le briciole, Dove sta l'offerta a tutti delle stesse opportunità di partenza. Homo homini lupus anche nella formazione democratica delle nuove generazioni.
buona scuolaQuesta spinta meritocratica porta a sbocchi contrari: chi può e chi non può, chi è fortunato di avere i migliori docenti e chi deve accontentarsi dei meno bravi. Il valore della solidarietà è scomparso ormai.
Dalle tante scuole che non avranno i bravi presidi e gli insegnanti valenti (dico tante perché altrimenti tutti saranno bravi e daremo i premi generalizzati come succede o succedeva fra i dipendenti statali) possiamo lasciare che escano alunni meno formati? Nella scuola, come in altre organizzazioni complesse, serve un lavoro di squadra, con giusti e severi  controlli. È importantte che l'organizzazione scolastico, almeno per il corso della scuola dell'obbligo, trovi il modo di evitare che nella pratica sia offerta una buona scuola ad alcuni e una cattiva scuola ad altri. Non credo che la competizione porti a questo.

Responsabilità dei cittadini

Mi pare anche che l'opinione pubblica sia poco critica, attenta ai suoi particolarsimi e molto influenzabile da TV e giornali. Alla fin fine coloro che si trovano in difficoltà sono meno degli altri, non hanno potere contrattuale e possono solamente augurarsi comprensione. Vorrei che un po' alla volta i cittadini si rendessero conto che il buon andamento dei nostri Comuni, delle Regioni e dello Stato dipendono da ognuno di noi: amministratori e governanti sono stati votati da noi e mediamente abbiamo accettato che non ci siano le preferenze sulla scheda elettorale permettendo ai partiti di far eleggere persone discutibili.


Euro e Quorum In una sua intervista Grillo che fa risalire principalmente all'EURO la buona economia della Germania e la causa della nostra involuzione. Non condivido questa analisi. Per quanto ne so io la causa sta piuttosto nella sciagurata nostra gestione della cosa pubblica e la mancanza di coscienza civile di molti cittadini. In ogni caso un referendum è sempre salutare per una corretta democrazia e ... senza quorum.


No War

Per evitare che succedano gli esodi di migliaia di persone nell'Africa e un po' in tutto il mondo per me è sempre valido il monito del compianto presidente della repubblica Sandro Pertini nel discorso di insediamento del 1978: “Svuotate gli arsenali, riempite i granai!”. Ma qualcuno dirà e il PIL e il nostro benessere che abbiamo raggiunto? La verità è che siamo solidali a parole e partecipi con qualche iniziativa privata, per il resto non c'è un opinione pubblica attiva che faccia sapere ai governanti di escludere l'uso della guerra per quelle che chiamano operazioni umanitarie ed esportazione della democrazia.

Non basteranno le armi a eliminare il terrorismo

Non capisco noi e i nostri politici. Di fronte all'aggravarsi dell'esodo dall'Africa di migliaia di migranti la risposta più istintiva e "interessata per qualcuno" è quella di maggiore intervento con armi o con embarghi che alla fine colpiscono i poveri. Partendo da Alex ZanotelliZanotelli, ora anche altri prevedonoche  il fenomeno sarà in crescendo da qui a vent'anni a causa della povertà più che dalle guerre interne e umanitarie. Accanto al bimbo di Kobane divenuto simbolo di una realtà che mostra una società senza cuore, ce ne sono stati a migliaia un po' dappertutto dove si propongono interventi armati per far progredire il mondo, Sono stati episodi del genere e continueranno ad esserci. Aprirsi all'accoglienza, alla solidarietà. alla giustizia sociale, alla comprensione e al dialogo, abbandonando la chimera della crescita continua e la competizione a ogni costo che lascia numerose vittime indifese, per me sarebbe la strada da intraprendere. Pare di rivivere le paure e le catastofiche previsioni per l'inquinamento dell'atmosfera che non convincono i governanti a prendere misure drastiche di diminuzione di consumo di energia e la capacità dei cittadini di vivere con sobrietà anche se si è coscienti di mettere in pericolo la vita sulla terra, il nostro piccolo mondo.


Il papa oggi ha parlato di pregare per questi problemi; sono d'accordo se pregare significa impegnarci a soccorrere chi è in bisogno, aprisrsi agli altri in spirito di verità e giustizia. L'ottimismo non è facile da mantenere, ma ci spero. Francia, Regno Unito e Israele, nazioni dotate di armamenti atomici, vedono sempre la soluzione nell'uso delle tecnologie di individuazione di bersagli e i bombardamenti dall'alto. Per mantenere il loro potere e benessere, chiudono gli occhi su quelli che soccombono, non praticano altri modi per circoscrivere e bloccacre il fenomeno terroristico. Per loro, penso, aiutare le popolazioni in difficoltà deve avere un suo ritorno economico. Mi fa piacere che Germania e Italia non seguano queste linee di intervento armato. Spero che sappiano resistere alle spinte perché alla fine di accodino.


L'inizio settembre è caratterizzato dalle strazianti e dolorose cronache dei migranti. Si susseguono i servizi giornalistici. Tuttavia a me pare che i media non ci stiano presentino un quadro completo del fenomeno: la situazione giornaliera delle famiglie nelle terre di conflitto, l'indicazione delle probabili sue cause, dei modi possibili di intervenire. Le opinioni in merito sono disparate. Ci si chiede poi:esodi Perché assistere i profughi a causa delle guerre guerra e non gli altri quelli che che scappano dalla fame o dalle perseczioni? in conclusione siamo portati a credere che il solo modo di fermare le guerre sia l'uso del deterrente delle armi fino alla vittoria (quante vittime comporterà?). Mi pare di aver sentito che la Germania è indiretamente contenta dell'arrivo di profughi da integrare per incrementare la forza lavoro che altrimenti vi scarseggerebbe. A me viene da pensare che più persone se ne vanno, che so io?, dall'Africa, tanto più facile sarà lo sfruttamento senza i problemi umanitari verso le popolazioni di quel continente. Qualche supposizione su chi fornisca le armi micidiali ai ribelli e terroristi è inquietante. Mi pare quasi di sentire quelle risa (così ci è stato fatto sapere) delle persone che gioivano per il terremoto dell'Aquila.


Assad, Americani, Russi, Europei o altri fanno la guerra armata all'ISIS a causa della crudeltà nell'imporre la loro presenza come emergencynuovo stato del Medio Oriente. L'esito sicuro di questa e di ogni guerra è la sicura morte di grandi numeri di persone e distruzioni materiali di abitazioni e campagna.  Se ci battiamo per l'abolizione della pena di morte da punto di vista giuridico, tanto più dovremmo batterci per l'abbandono della scelta della guerra fra popoli. Mi pare di aver sentito che la signora Hillary Clinton è contro l'abolizione della pena di morte. Allora si spiega tutto,: va bene anche fare la guerra per i propri interessi (altro che amore per la democrazia). Non capisco perché il Vaticano voglia intervenire sul caso Roma con parole che vogliono dire tutto e niente. La chiesa è meglio che non mandi messaggi politici a singole situazione che dall'esterno possono essere travisate: si ricordi di essere cattolica e universale e di parlare alle coscienze, non alle "autorità" per le quali invita spesso a pregare perché siano oneste e premurose dei poveri con esiti a dir poco fallimentari. In democrazia è meglio pregare perché le persone sappiano sceglierle i loro rappresentanti in base alla volontà di promuovere il bene comune.

Il terrorismo porta distruzione e paura all'interno della nostra civiltà

fapa Francesco

 Con profondo dolore e sgomento ho seguito il racconto del temuto e prevedibile assalto dei furiosi nuclei legati all'Isis. Questa sofferenza morale lo provo per tutte le morti violente decise dall'uomo in ogni parte del mondo. Esprimo compianto e condivisione per le morti e una preghiera per le famiglie colpite dall'atroce atto terroristico; mi costa poco. Non mi soffermo su analisi dei perché, di cosa sia frutto o colpa questo ripetersi di atti criminosi, non ho la competenza ma solo sensazioni. Continuo a credere che la guerra e le armi non gioveranno molto ricordando le parole di papa Woytila "Mai più guerre" e di papa Francesco che ci invitava a sostituire la constatazione di "Homo homini lupus" con la riflessione sull' "Ecce Homo".


Perchè il mondo è in guerra? Gli interessi coinvolti nelle attività belliche sono elevate e così i governanti, che parlano di pace, di solidarietà, di azioni umanitarie, nei fatti ascoltano le esigenze che portano a usare direttamente o indirettamente le armi distruttive. I cittadini che credono nella sincerità e coerenza sono pochi e inascoltati. Naturalmente i crocifissi, simbolo della cristianità non dovrebbero disturbare nessuno, neppure i musulmani, né atei. La contraddizione c'è quando da una parte capi di stato cristiani per rivalutarsi davanti ai loro cittadini parlano di risposte belliche inflessibili, e implacabili come vendetta (legge del dente per dente della bibbia dell'antico testamento) e a Roma si apre il Concilio Vaticano della misericordia che rispecchia il motivo della venuta di Cristo in terra per modificare la legge del taglione del suo popolo fin allora in "porgi l'altra guancia. Non capisco di quali valori cristiani parlano.

Papa Francesco missionario di pace

Papa in Africa Il papa Francesco a Nairobi mi fa pensare a Korococio e a padre Alex Zanotelli. Questi, dopo essere stato in qualche modo emarginato dalla curia vaticana, parla in questi giorni a TV2000. Questa è il resoconto della sua presenza. “Il cuore del ministero di Papa Francesco è la richiesta di una Chiesa povera per i poveri, che cammina con la gente. La tentazione del potere per la Chiesa è enorme, anche la vita religiosa tende a imborghesirsi, si tende invece a fare dei religiosi una piccola elite, in Africa come in Europa”. Sono parole di padre Alex Zanotelli, uno dei “profeti scomodi” della Chiesa Italiana, che ha commentato oggi il viaggio d Papa Francesco a TV 2000, l’emittente della Cei. Il religioso fu allontanato dalla direzione di Nigrizia per la sua denuncia della politica italiana a favore della produzione e del commercio delle armi, un grido che ha anticipato di circa 30 anni le posizioni di Papa Francesco su questo tema. Missionario comboniano, Zanotelli ha trascorso due decenni proprio a Nairobi, nella baraccopoli di Korogocho, prima di rientrare in Italia per ragioni di salute. La sua presenza a TV2000 è il segno di un grande cambiamento voluto dal Papa e dal segretario Cei Nunzio Galantino.

Cambiare si può con politiche di umana comprensione

Nobel Alternativo Onore ai personaggi che hanno vinto il Nobel alternativo per aver indicato un possibile nuovo modo dei rapporti fra le nazioni senza guerre e con profondo rispetto dell'ambiente. Ai cittadini del mondo dovrebbe essere evidente la crudeltà e inutilità della guerra e che la rincorsa al miglioramento del proprio PIL in ultima analisi causa le guerre, ma continuano a permettere ai loro governanti che sono eletti e rieletti da essi col compito di dimostrare le loro strategie per la supremazia o alleanze coi forti ai quali si affidano per migliorare le proprie condizioni anche scapito di chi muore e soccombe. Regna molta indifferenza pratica per sentirci tutti fratelli rispettando le nostre differenze esistenti fra le culture e si tende piuttosto a chiuderci in noi stessi. Mi pare che gran parte dei cittadini si sentano più sudditi che depositari del potere della propria società democratica e deleghino al proprio "principe", al proprio "capo" il loro benessere. Non certo Gino Strada e gli altri premiati del Right Livelihood Award: due canadesi e una ugandese.


clima e guerraI due grandi argomenti di questo periodo: il terrorismo e la conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi. Il secondo ha perso l'urgenza che meriterebbe, ma il primo è argomento continuo e insistente di tutti i media. Sembra di essere piombati nella guerra a nostra insaputa. Circolo perverso Il problema più grave per porre rimedio al riscaldamento mi par di capire è quello degli enormi stanziamenti di denaro che comporterebbe. Ho pensato: se utilizzassimo le ingente risorse che dedichiamo alle guerre "difensive" e alla fabbricazione di armi in modo diverso, ad esempio a finanziare le fonti di energie rinnovabili, e all'energia pulita non sarebbe una scelta migliore? Potrebbe creare più posti di lavoro, meno morti e un migliore avvenire di chi viene dopo di noi. È tempo di Natale e tutti vanno alla guerra. Non ci resta che pregare e porre fiducia nel giubileo della misericordia per un cambiamento di prospettive: dalla paura all'amicizia.
Altro argomento discusso con l'avvicinarsi del Natale e le sue tradizioni. al crocifisso, sì al presepe, si all'accoglienza, sì alla solidarietà, si alla comprensione e al dialogo, all'egoismo e all'uso delle armi. I primi due sì senza il resto non non riflettono il contenuto del Vangelo di Cristo da cui viene la cultura cristiana.

I disfattisti o oppositori o ... 

Erri de LucaPosso anche essere d'accordo che "Il Fatto quotidiano" sia un giornale schierato non a favore del Governo Renzi e penso che Renzi come segretario di partito ha piena facoltà di criticarlo e osteggiarlo accanitamento. Ma Renzi è anche il presidente del Consiglio di tutti gli italiani a favore o contro. Con i suoi interventi sualla stampa ci fa capire il suo concetto di democrazia e libertà di espressione che si augura nella sua visione salvifica dell'Italia. I partiti fanno le loro lotte per il "potere" suppongo, anche contro i giornali e la stampa od altro, il governo però dovrebbe lavorare per evitare che ci siano i cosi detti "disfattisti", una categoria per qualcuno assimilabile quasi a quella dei terroristi. Sono normali i punti di vista diversi in una democrazia con libertà di espressione. Il verbo poi debellare non mi piace. Alle volte Renzi fa delle leggi interesssanti, che suonano bene. Poi nella pratica, dubito che abbia già in testa di aggirarle. Pagano le belle parole esplicite ed anche le eccezioni a queste belle leggi che si fanno abbastanza di nascosto. Del resto cose dette e contadette entro breve tempo fanno parte di una strategia di questo governo che non sa cosa sia la sincerità e la coerenza tra il dire e il fare.

Cosa è terrorismo?

pace possibile Gravi le conseguenze degli attacchi aerei russi (mirati) e giustamente segnalati da Amnesty international. Ricordo che bombe, dal settembre scorso, ne sono state lanciate da tanti altri stati e continuano la loro opera di distruzione anche in questi giorni con rinnovato vigore. Mi domando se queste morti e distruzioni vengano fatte nel rispetto delle regole internazionali. Non mi interessa saperlo; soltanto invoco che si smetta di "dialogare" a suon di bombe. Alle volte penso: "Che vuol dire terrorismo?". Leggo oggi: "Siria, capo Hezbollah ucciso in un raid aereo israeliano a Damasco". Forse anche questo è un atto terroristico? Non so darmi una risposta. Sicuramente è una atto di distruzione e morte.

Natale 2015

Presepio NazarethUn crudo aspetto del Natale 2015: nelle Filippine terroristi si accaniscono prendendo di mire i cristiani, l'America comunica che sono stati lanciati 17 attacchi di bombardieri. Tutto il fervore di buoni propositi del Natale non ha concesso alcuna tregua alle attrocita: almeno gli occidentali potevano permetterselo di concedere una sospensione delle operazioni militari. Quando, studiandpo negli anni cinquanta, venivo a conoscere l'esistenza della guerra dei trent'anni ero quasi sconvolto perché mi era sembrata lunga la II guerra mondiale vissuta da bambino, come pure quella che era ancora viva nel ricordo della I guerra Mondiale. Poi la storia ci dice che ci fu anche un periodo di lotte detto della guerra dei cent'anni, cosa che oramia si pensava non più ripetibili. Invece per il medio oriente, in particolare per la Palestina questo perdurare di lette armate è cosa che si vive quotidianamente e, a causa degli attentati terroristici, la sensazione, conoscenza di essere in guerra ò presente e viva. Come si fa ancora credere che l'uso delle armi possa risolvere i problemi dell'unamità per una vita che rispecchi i diritti dell'uomo? E Germani ed Italia di sono accodate all'uso delle armi.

spartizione medio orienteDifesa delle libertà o spartizione di territori?

Leggo: "Isis, la strategia confusa delle grandi potenze e gli interessi per creare staterelli fedeli sulle macerie di Iraq e Siria".
Da questo articolo del Fatto Qutidiano pare che l'Italia sia esclusa da zone di influenza nel Medio Oriente. E sì che il governo si da da fare per avere in quei luoghi la sua presenza militare-didattica. Forse l'Italia sara ricambiata da ingerenze o incarichi in Libia dove il nostro ricordo non entusiasma i libici. Siamo una grande potenza o no? Non è che mi interessi, Vorrei che l'Italia desse l'esempio e si ritirasse da tutte le guerre umanitarie e di esportazione di democrazia.

Buon 2016. Ma già oggi, 3 gennaio, sembra che non sia cominciato bene: lotte e scontri.  



Corno Tres e Cimoni di Vervò

Home Vervò e dintorni Indice commentiFrutticoltura in Val di Non Fatti dal mondo Storia locale