la frutticoltura nell’economia agricola
della Val di Non

Indice Premessa Capitoli: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
Conclusione Appendici: 1 2 3 4 5 6 7 Allegati Bibliografia

Capitolo 13

Enti pubblici e disposizioni legislative a favore dell'agricoltura del Trentino

13.1. - Ente per lo Sviluppo dell'Agricoltura Trentina

13.2. - Istituto Agrario di S. Michele all'Adige


Uno dei fattori di crescita della frutticoltura dal dopo guerra ad oggi in Trentino fu senza dubbio l'attività svolta dall'ente pubblico che, attraverso lo strumento legislativo, creò le condizioni per la razionalizzazione del comparto agricoltura e predispose delle misure di sostegno economico al reddito degli agricoltori.

Nel dopoguerra furono emanate alcune leggi fondamentali per il rilancio dell'agricoltura. Gli interventi pubblici a favore dell'agricoltura trentina, e in particolare della frutticoltura della Val di Non, trovarono fondamento principalmente nell'emanazione delle leggi 949 e 991 del 1952 e nella legge sulla riforma agraria (1950) che avevano come obiettivo la formazione di imprese familiari diretto-coltivatrici di dimensioni tali da poter sopportare le trasformazioni del mercato in atto[1]. Esse prevedevano la concessione di contributi ai piccoli proprietari coltivatori diretti, alle loro associazioni e ai consorzi per l'acquisto di macchine ed attrezzi, incentivi all'irrigazione e aiuti per la costruzione di magazzini della frutta e cantine sociali. Tali provvedimenti ebbero un ruolo determinante per la ripresa dell'agricoltura provinciale. A questi vanno aggiunti alcuni provvedimenti del "Piano Fanfani" che riguardavano la sistemazione della viabilità, la realizzazione di muri di sostegno e di acquedotti a costi modesti[2].

Verso fine degli anni '50 venne costituito il "Mercato Comune Europeo" (1958) e iniziarono a essere emanate dalla CEE numerosi provvedimenti in favore dell'agricoltura. Nel 1960 lo Stato italiano emanò il «primo piano verde» con la legge 454 e vennero applicate numerose direttive comunitarie volte all'ammodernamento delle aziende agricole (direttiva n. 159 del Memorandum Mansholt), al prepensionamento (n. 160), all'informazione socioeconomica e la qualificazione professionale (n. 161)[3].

Tutte queste regole erano volte alla creazione di imprese di tipo familiare il cui titolare avesse sufficiente capacità professionale e svolgesse l'attività agricola a titolo principale.

Ovviamente l'azione di assistenza e di informazione a chi si dedica all’agricoltura iniziata dalle istituzioni austro ungariche e proseguita dal Fascismo non venne mai interrotta. Questo compito, che al tempo dell’Austria e fino al 1935 era svolto dal Consiglio Provinciale d'Agricoltura mediante le Cattedre ambulanti dell’agricoltura, venne proseguito dagli Ispettorati Agrari Provinciali. Parallelamente continuava la sua opera di ricerca, divulgazione e formazione l'Istituto Agrario di S. Michele, che si dedicava alla formazione di tecnici agrari, proponeva svariati corsi rivolti agli operatori nel campo agricolo e si occupava di studiare sperimentalmente e teoricamente migliori tecniche agronomiche, metodi produttivi più efficaci in ambito sia frutticolo sia viti-vinicolo.

Con l'emanazione dei primi Regolamenti CEE in materia di agricoltura le iniziative a sostegno di tutto il comparto si fecero più importanti per il fatto che sia i singoli produttori sia le associazioni potevano accedere ai contributi erogati dal Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e di Garanzia (F.E.O.G.A.), dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia Autonoma di Trento.

La speciale autonomia concessa alla Provincia di Trento con il Secondo Statuto di Autonomia del 1972 (D.P.R. 31 agosto 1972) permise l'emanazione di diverse leggi provinciali a sostegno dell'agricoltura in quanto le competenze in materia di agricoltura passarono alle Province Autonome di Trento e Bolzano. Alcune di queste furono di primaria importanza in relazione al miglioramento e alla razionalizzazione delle strutture agricole della Val di Non e, in particolare, alla realizzazione dei moderni magazzini della frutta, della viabilità rurale e delle opere di irrigazione. La Legge Provinciale del 15 dicembre 1972, n. 28 conteneva una serie di provvedimenti per promuovere e potenziare gli impianti delle cooperative agricole e le opere di miglioramento fondiario. È da notare come la legge in questione aveva come beneficiari solo le strutture che si organizzavano in forma cooperativa.

A questa legge ne seguirono negli anni altre che perseguivano degli obiettivi fondamentali:

La Comunità Europea emanò molti regolamenti al fine di realizzare gli obiettivi che si era posta in materia di agricoltura. Le diverse disposizioni, poi attuate dallo Stato italiano, sono volte per lo più al sostegno e al miglioramento dell'agricoltura nelle zone montane svantaggiate, all'accorpamento dei produttori in associazioni sia di primo sia di secondo grado (Organizzazioni dei Produttori), in modo da concentrare l'offerta a livello europeo, al miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli, al miglioramento delle strutture agrarie; ad istituire aiuti al prepensionamento in agricoltura, alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari. Per un’agricoltura che vada incontro alle esigenze di protezione dell’ambiente e la cura dello spazio naturale il regolamento (CEE) 2078/92 prevede, fra le altre, misure premiali per la coltivazione di aree prative, per la conservazione delle superfici a pascolo mediante alpeggio, interventi a sostegno dell’agricoltura biologica.

L’ente pubblico, stato e/o provincia, intervengono inoltre nel caso di calamità naturali verso i singoli agricoltori o verso le loro cooperative. (gelate, grandinate,…). Dopo il 1975, l’Ente pubblico, Provincia e Stato, contribuirono alla lotta passiva tramite concorso al pagamento dei premi per la stipulazione di polizze antigrandine effettuata in modo associato (Co.Di.Pr.A.) e furono previsti interventi per la posa di reti antigrandine.

A stimolo e sostegno dell’agricoltura, la Provincia Autonoma di Trento ha istituito alcuni enti funzionali.

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13.1. - Ente per lo Sviluppo dell'Agricoltura Trentina

L'E.S.A.T. (Ente per lo Sviluppo dell'Agricoltura Trentina) fu istituito in base alla L.P. 26 novembre 1976, n. 39 con la finalità di promuovere lo sviluppo dell'agricoltura con particolare riguardo all'esigenza di favorire la formazione di convenienti unità fondiarie e di dotare gli imprenditori agricoli, anche non iscritti all'Albo, di un'adeguata assistenza tecnica. L'E.S.A.T. era dotata di tecnici agrari che operavano in stretto rapporto con gli agricoltori ed esercitavano l’attività di consulenza, di informazione socio - economica e di collaborazione tecnica contribuendo alla razionalizzazione e alla qualificazione del settore agricolo. L'E.S.A.T. inoltre gestiva l'Albo degli Imprenditori Agricoli e provvedeva al suo costante aggiornamento attraverso l'attività svolta dai Comitati Agricoli Comprensoriali. Con la legge provinciale 4 settembre 2000 n. 11 avente titolo «Modificazioni alla legge provinciale 5 novembre 1990 n. 8 (Istituto Agrario di s. Michele all'Adige), alla legge provinciale 26 novembre 1976 n. 39 (Provvedimenti per la ristrutturazione e lo sviluppo dell'agricoltura trentina) ed altre leggi provinciali in materia di agricoltura e di edilizia abitativa nonché disposizioni per l'istituzione dell'Archivio provinciale delle Imprese Agricole (A.P.I.A.) » è stato disposto l'accorpamento del servizio di assistenza tecnica dell'E.S.A.T. all'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige riorganizzando tutte le strutture di supporto all'agricoltura trentina allo scopo di sfruttare al meglio tutte le possibili sinergie tra i settori della scuola, della ricerca e dell'assistenza tecnica. Nella medesima legge è stata disposta la trasformazione dell'Albo degli Imprenditori Agricoli in Archivio delle Imprese Agricole in modo da armonizzare la normativa con quella riguardante il Registro delle Imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993 n. 580. L'archivio non viene gestito dall'Istituto Agrario, ma direttamente dalla Provincia Autonoma di Trento.

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13.2. -Istituto Agrario di S. Michele all'Adige

L'I.S.M.A. (Istituto Agrario di S. Michele all'Adige) venne fondato nel 1874 dalla Dieta tirolese L'Istituto con sede nell'ex Monastero agostiniano di S. Michele con il fine di "cooperare al rialzamento del progresso dell'economia agricola del Tirolo"[4].

Venne istituita una scuola tecnica agraria inferiore che si basava su un corso biennale con l'intento primario di educare i giovani nell'amministrazione e direzione dei propri limitati poderi. Per rispondere alla richiesta dei coltivatori furono istituiti dei corsi speciali, di poche settimane, che trattavano materie specifiche ed erano impostati per offrire un’istruzione pratica nei vari rami agricoli. Tutte queste attività erano rese possibili per la disponibilità del grande patrimonio edilizio e fondiario dell'Istituto. Nei fabbricati erano ospitati i locali della scuola, le abitazioni per il personale, la canonica, le cantine, i magazzini, la stazione sperimentale, il caseificio, le stalle ed i fienili e tutti i locali di servizio, dalla cucina alla biblioteca, all'ufficio postale e telegrafico. L'azienda agricola comprendeva 120 ettari di terreno, per gran parte si estendevano intorno agli antichi fabbricati del monastero agostiniano e in parte si trovavano anche in territorio di altri comuni (Mezzolombardo, Lavis e Giovo). L'azienda comprendeva più parti: l'orto, l'orto delle piante madri, l'impianto di alberi nani, gli impianti di alberi ad alto fusto, il vivaio, i vigneti, i vivai di viti, i campi e i prati, il bosco, la palude, il maso montano.

Nel corso del tempo l'Istituto si è accresciuto sia sotto l'aspetto quantitativo che sotto l'aspetto qualitativo ed è stato da sempre un valido supporto per le esigenze del mondo agricolo e forestale trentino.

Oggi l’Istituto effettua e promuove attività

finalizzate alla crescita socio-economica e culturale degli addetti all'agricoltura e allo sviluppo del sistema agro-alimentare e forestale, con particolare riferimento alle interconnessioni ambientali e in armonia con la tutela del territorio.

Esso si articola in due centri funzionali: scolastico e sperimentale. Il centro scolastico svolge attività di istruzione, qualificazione, perfezionamento e riqualificazione professionale con i corsi di istituto tecnico agrario e di specializzazione enologica e vari corsi professionali. Il centro sperimentale, fornito di laboratorio chimico d’analisi, cura l'attività di ricerca e sperimentazione scientifica, gestisce le attività dell'azienda agricola annessa, offre servizi alle imprese, ed è di supporto al centro scolastico. Dal 1978 è funzionante l’Unità Operativa Difesa delle Colture e Selezione Sanitaria con laboratorio entomologico (1986) che in questo momento, fra il resto, è impegnato a studiare il fenomeno degli “scopazzi” o "apple proliferation", con acronimo AP.

L’Istituto svolge la sua attività di sperimentazione anche in centri periferici. Ad esempio in Val di Non, nel comune di Cles, è presente “Maso Maiano”, un’azienda agricola di 2,5 ettari di proprietà dell’Istituto, dove vengono realizzate sperimentazioni e ricerche nel campo specifico della melicoltura: studio delle varietà, dei portainnesti, dell’architettura degli impianti e delle tecniche colturali. La giunta provinciale assegna annualmente delle somme per il funzionamento dell'Istituto ed esercita un'azione di controllo sull'attività svolta. Nell'esercitare la propria attività, i Servizi dell'Assessorato all'agricoltura si avvalgono dei risultati raggiunti dall'I.S.M.A. nel campo della ricerca[5].

L'idea originaria di unire in un'unica istituzione la ricerca e la sperimentazione fu particolarmente felice e tale connubio si è mantenuto fino ad oggi. Anzi, nel corso del 2001 il servizio di assistenza tecnica dell'E.S.A.T. è stato accorpato all'Istituto Agrario di San Michele all’Adige per attuare così la riorganizzazione delle strutture di supporto all'agricoltura secondo la L.P. 11/2000, come già è stato riferito sopra.


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Note:
[1] Faustini G., Bridi C., Trentin I., La rivoluzione verde: l’unione contadini e l’agricoltura trentina: 1945 - 1985, Publilux, Trento, 1985, p.164.
[2] Faustini G., Bridi C., Trentin I., La rivoluzione verde:, cit., p.164.
[3] Faustini G., Bridi C., Trentin I., La rivoluzione verde:, cit., p.164.
[4] Cit. tratta da Giacomoni F., L'Istituto agrario di S. Michele all'Adige, S. Michele all'Adige, 1994, p. 125.
[5] Provincia Autonoma di Trento, Dipartimento Agricoltura e Alimentazione, Rapporto Agricoltura 1995; Trento, 1995