la frutticoltura nell'economia agricola
della Val di Non

Indice Premessa Capitoli: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
Conclusione Appendici: 1 2 3 4 5 6 7 Allegati Bibliografia

APPENDICE 1

Considerazioni sui dati statistici della Val di Non
contenuti nei Censimenti 1900 e 1910
della commissione statisticA di Vienna

App.1. - La situazione nelle tre zone della Val di Non

App.2. - Allevamento

App.3. - Riflessioni conclusive


La Commissione Centrale Statistica di Vienna, in “Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg” del 1900 ed in “Spezialortsrepertorium der österreichischen Länder” del 1910, raggruppa i dati per Bezirkshauptmannschaft (1900) o Politischer Bezirk (1910) – Capitanato distrettuale - suddiviso in Steuer Bezirk e/o Gerichtsbezirks – rispettivamente distretti steurale e/o distretti giudiziari.

I dati relativi alla popolazione presente illustrano, nell’ultima colonna, anche le caratteristiche peculiari di ogni paese mediante simboli. Ai fini della ricerca, fra queste, può essere interessante quella che indica la presenza di organizzazioni cooperative registrate (di consumo o di gestione). Ovviamente sono riportati pure i dati dei quattro paesi di parlata tedesca Proves, nel mandamento di Cles, Lauregno, S. Felice e Unsere Liebe Frau im Walde (Senale) nel mandamento di Fondo, ora facenti parte della Provincia di Bolzano ed i paesi della Piana Rotaliana nel mandamento di Mezzolombardo

In un’unica tabella sono stati aggregati e riuniti i dati relativi agli attuali 38 comuni del Comprensorio Val di Non C 6. Da essa è stato possibile ricavare i valori complessivi di superficie e le percentuali di utilizzo del suolo, di animali censiti, della popolazione, case, lingua e religione. Queste due categorie non sono significative perché era praticata la sola religione romana cattolica ed il numero di persone di lingua madre tedesca era trascurabile. Anche il dato delle case può essere difficilmente utilizzabile, se non per metterlo in relazione con quello relativo al 1910 o con quello degli attuali dati statistici provinciali al fine di cogliere miglioramenti di comodità nella vita quotidiana. Nel censimento sono rilevati anche otto latifondisti: due a Ton, uno a Tassullo come a Cles, Livo, Cagnò, Revò, Tuenno.

Dai valori assoluti totali si ottengono i seguenti dati percentuali riassuntivi del rapporto di composizione del territorio

Tab. a.1.1.  Percentuali di composizione del territorio della Val di Non dell’anno 1900

Campo

Prato

Giardino

Vigneto

Alpe

Bosco

Improduttivo

10,98%

7,99%

0,06%

1,44%

29,63%

42,19%

7,71%

(fonte: rielaborazione datiGemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

Come era da attendersi da una vallata di montagna la gran parte del territorio è ricoperta di boschi, con molto pascolo ed alpe; seguono poi campo, prato e l’improduttivo. La parte coltivabile si aggirava sul 20% e di essa la parte più consistente era la coltivazione a campo: queste constatazioni globalmente non sono in contrasto con quelle del Ruatti.

Dai valori assoluti si sono ricavati i rapporti di composizione prendendo come base di calcolo della percentuale il totale della superficie coltivabile, come fa il Ruatti per Cles, Tuenno, Nanno (campo, prato, giardino, vigneto) che sono:

Tab. a.1.2.  Percentuali di composizione del territorio della Val di Non dell’anno 1900 con riferimento alla parte coltivabile (campo, prato, giardino, vigneto)

Campo

Prato

Giardino

Vigneto

Alpe

Bosco

Improduttivo

53,63%

39,01%

0,31%

7,05%

143,77%

206,04%

37,66%

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

Il dato globale indica come fosse di primaria importanza il campo utilizzato per coltivazione dei cereali, patate, granoturco, leguminose ed altre piante alimentari o tessili, con la pratica della rotazione agraria.

La percentuale relativa al terreno coltivato a prato, con dentro qualche albero da frutto, noci, qualche filare di gelsi, mostrava valori sopra la media nelle zone alte senza terrazzi pianeggianti. Nelle località più basse, o quelle alte con terreno ben disposto all’aratura (Sfruz 82% di campo e Smarano 77%), i valori diminuivano fino ad un minimo del 17,41% Sfruz e 18,38% a Romallo.

Il giardino (Obstgarten o Gemüsegarten), in prossimità del paese e delle abitazioni, manteneva valori trascurabili.

Invece il vigneto raggiungeva un buon 7% concentrato nelle zone più ben esposte: si tratta di un dato consistente, con rilevanza economica per l’agricoltura di quel tempo.

Il territorio utilizzato come pascolo o alpe superava del 50% il territorio coltivato ed il bosco copriva oltre il doppio dello stesso.

A causa della grande varietà del territorio per altitudine, per esposizione solare, e per la differente consistenza di bosco in possesso dei singoli paesi e di zone improduttive, i dati dei rapporti di composizione complessivi riferiti ai singoli paesi mostravano notevoli scostamenti dai valori medi totali esposti sopra come pure quelli relativi al terreno coltivabile.

In particolare, all’interno del coltivabile, ordinando in modo decrescente in base a “campo” si nota che si formava una classe di 29 comuni con valori superiori al 50% della parte coltivabile. Rimanevano sotto questa percentuale i paesi con molto vigneto (Livo, Revò, Cagnò, Cles e quelli alle quote più elevate (Sarnonico, Malosco, Ruffré, Fondo, Bresimo, Rumo). Anche in zone a quota di 1000 metri c’erano paesi che superavano questa media (Sfruz con l’82,5%, Smarano, Cavareno e Ronzone oltre il 62%). Nei paesi più alti, o quelli con forte incidenza di vigneto i valori erano decisamente sotto il dato medio del 53,63% (Rumo chiudeva l’elenco con un 23,91%).

Ordinando in modo decrescente in base a “prato” appare che i paesi più alti formavano un gruppo di sei con valori percentuali superiori al 50%. Chiudevano Smarano, Romallo e Sfruz con le percentuali inferiori al 21% di prato.

Ordinando in modo decrescente in base a “vigneto” risultava che 16 paesi superano la media del 7% di terreno coltivato a vigneto da un massimo del 28,31% di Cagnò all’8,01% di Campodenno. I restanti 22 comuni stavano sotto detta media ed otto di essi erano senza la pregiata coltivazione di vigneto (Bresimo, Cavareno, Don, Amblar, Malosco, Ronzone, Ruffré e Sfruz).

Risulta difficile intravedere un criterio di distribuzione del giardino nel territorio della Val di Non: questo utilizzo raggiungeva il massimo a Bresimo (0,73%), ed il minimo a Romeno con lo 0,07% a Romeno, con una media dello 0,31%.

Il territorio utilizzato come pascolo od alpe mostrava differenze elevate, da un rapporto di dieci volte il terreno coltivato ad un decimo dello stesso. I maggiori valori percentuali di territorio utilizzato come pascolo e alpe erano quelli di Cis, Preghena, Tuenno, Amblar, Castelfondo che superavano tre volte e mezza il terreno coltivato; quelli minori riguardavano Dambel e Sanzeno con pascolo e alpe inferiore ad un decimo del terreno coltivato. Per venti comuni l’estensione di pascolo e di alpe superava quello della superficie coltivata e 18 erano sotto tale valore.

Per quanto riguarda il bosco gli scostamenti dalla media di circa il doppio del terreno coltivabile, sono vistosi: si passava da otto volte il terreno coltivato di Tuenno a un centesimo dello stesso di Romallo.

Infine considerando l’improduttivo si vede che paesi situati a quote relativamente basse avevano alte percentuali di territorio improduttivo, come il 29,89% di Campodenno, 29,76 di Tuenno, 21,28% di Spormaggiore: si tratta di paesi con territorio sul Gruppo Brenta. I comuni più alti alle pendici del Roen avevano invece percentuali basse di improduttivo, ma alte di bosco e pascolo.

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1. - La situazione nelle tre zone della Val di Non

Per avere confronti interni all’ambito territoriale della Val di Non di più ampio respiro si considerano ora le tre parti[1] in cui si è pensata divisa.

Nella prima zona, Bassa Val di Non, dai 250 metri a 750 metri di altitudine, la superficie coltivata era di 6.297,62 ettari, pari al 20,29% del proprio territorio geografico.

Tab. a.1.3. - Utilizzo del territorio nella Bassa Val di Non (250 – 750 metri slm) in valori assoluti e percentuali

 

Campo

Prato

Giardino

Vigneto

Alpe

Bosco

Incolto

Valori assoluti

3.456

2.112

25,16

725,46

9.048,14

12.130,78

3.566

Percentuali complessive

11,07%

6,80%

0,08%

2,34%

29,15%

39,08%

11,49%

Percentuali sul coltivato

54,54%

33,54%

0,40%

11,52%

143,68%

192,62%

56,62%

(fonte: rielaborazione datiGemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

Nella seconda fascia d'altitudine, Media Val di Non, da 750 metri a 950 metri, la superficie coltivata era di 3.052 ettari pari al 20,27% del suo territorio. Come si può notare la percentuale di territorio coltivato destinato a vigneto si ridusse di molto rispetto alla precedente zona. La percentuale del territorio coltivato destinata a prato aumentò considerevolmente, mentre la superficie coltivata a campo rimase consistente[2].

Tab. a.1.4.Utilizzo del territorio nella Media Val di Non (750 – 950 metri slm) in valori assoluti e percentuali

 

Campo

Prato

Giardino

Vigneto

Alpe

Bosco

Incolto

Valori assoluti

1.604

1.320

7,72

120,61

5.162

6.090

759

Percentuali complessive

10,65%

8,76%

0,05%

0,80%

34,27%

40,43%

5,04%

Percentuali sul coltivato

52,55%

43,25%

0,25%

3,95%

169,12%

199,52%

24,87%

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

Nell'ultima zona presa in considerazione, Alta Val di Non, con i territori oltre i 950 metri sul livello del mare la superficie coltivata era di 2.867,74 ettari corrispondeva al 21,14% del suo territorio. I terreni di quest'area più elevata si inseriscono, senza grandi variazioni, nella zona alpina descritta dal Ruatti[3]. Marginalmente la vite è ancora coltivata a Fondo con Vasio, Sarnonico con Sejo, Romeno con Malgolo e Smarano (15,36 ettari).

Tab. a.1.5.Utilizzo del territorio nell’Alta Val di Non (oltre 950 metri slm) in valori assoluti e percentuali

Campo

Prato

Giardino

Vigneto

Alpe

Bosco

Incolto

Valori assoluti

1.513

1334

5,38

15,36

3.472,55

6.952

276

Percentuali complessive

11,15%

9,83%

0,04%

0,11%

25,59%

51,24%

2,03%

Percentuali sul coltivato

52,76%

46,53%

0,19%

0,54%

121,09%

242,42%

9,62%

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

Da quanto esposto sopra si vede che, nonostante la presenza di grandi differenze fra singoli comuni, l’utilizzazione del suolo era abbastanza similare nell'intera la valle. Le differenze più rilevanti riguardano la presenza di vigneto nelle zone più basse e, mediamente, la prevalenza del prato nelle zone più elevate.

Anche la densità di popolazione per Kmq appariva sufficientemente equilibrata sia riferita a tutto il territorio che al terreno coltivabile:

Tab. a.1.6.  Distribuzione delle densità di abitanti rispetto a superficie geografica, superficie coltivabile, superficie aziendale senza bosco (SAU)

Popolazione

Tutta la valle

Bassa Val di Non

Media Val di Non

Alta Val di Non

Densità superficie totale

60,48

63,57

51,72

63,13

Densità superficie coltivabile

295,37

313,32

255,21

298,67

Densità area SAU

120,69

128,58

94,83

135,09

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907.)

Questa relativa uniformità può essere spiegata dal fatto che il territorio di quasi ogni singolo comune si estende dalle quote basse a quelle alte.

L’alta densità di abitanti per Kmq della terza fascia, in particolare rispetto alla seconda, si potrebbe spiegare col fatto che i paesi più alti stanno nella zona del Roen, Macaion, non rocciosa e che i redditi di bosco e allevamento integrano le risorse economiche di queste comunità.

Tuttavia è utile proporre la tabella che riassume l’utilizzazione del suolo nelle tre zone della Val di Non e la tabella delle densità per kwq alla luce dei dati statistici del “Consiglio Provinciale d’Agricoltura pel Tirolo del 1900”, pubblicati prima di quelli del Gemeindelexikon, perché nella loro elaborazione fu usato il criterio di conservare nella superficie catastale di comuni di montagna le ampie proprietà di comuni a valle (ad esempio le consistenti proprietà di uso civico di Livo e Cis, che assommavano ad oltre 2.366 ettari, furono conteggiate nel comune catastale di Bresimo, come è tuttora, scombinando le percentuali di fascia del Gemeindelexikon 1900, e determinarono uno spostamento di oltre 2.000 ettari dalla prima fascia alla terza poiché Bresimo rientra nella parte alta e gli altri comuni sono della zona bassa).

Tab. a.1.7.Dati riassuntivi della ripartizione del territorio nelle tre zone della Val di Non nel 1900

 

Bassa Val di Non

Alta Val di Non

Media Val di Non

 

Valori in ha

%

Valori in ha

%

Valori in ha

%

Coltivato

6.285,40

21,92

2.849,40

17,90

3.050,37

20,24

Pascolo e alpe

6.683,70

23,31

5.834,90

36,66

5.160,80

34,24

Bosco

12.149,00

42,38

6.951,90

43,68

6.088,70

40,40

Incolto

3.550,10

12,38

278,00

1,75

771,4

5,12

Totale

28.668,20

100

15.914,20

100

15.071,27

100

(fonte elaborazione dati: Le condizioni agricole – forestali – economiche nel raggio d’azione del Consiglio provinciale d’Agricoltura, sezione di Trento, in: “Bollettino della Sezione di Trento del Consiglio Provinciale d’Agricoltura pel Tirolo“, 1903 pp. 154-159, 412-415)

Tab. a.1.8.  Distribuzione delle densità di abitanti rispetto a superficie geografica, superficie coltivabile, superficie aziendale senza bosco (SAU)

Popolazione

Tutta la valle

Bassa Val di Non

Media Val di Non

Alta Val di Non

Densità superficie totale

60,43

68,90

51,57

53,09

Densità superficie coltivabile

296,16

319,88

255,38

287,46

Densità area SAU

120,83

155,03

94,87

94,32

(fonte elaborazione dati: Le condizioni agricole – forestali – economiche nel raggio d’azione del Consiglio provinciale d’Agricoltura, sezione di Trento, in: “Bollettino della Sezione di Trento del Consiglio Provinciale d’Agricoltura pel Tirolo“, 1903 pp. 154-159, 412-415)

Ovviamente i dati dell’intera valle e quelli della fascia media rimangono sostanzialmente immutati. Variano sensibilmente le densità per kmq sia in riferimento alla superficie geografica, sia a quella coltivabile e a quella aziendale senza bosco. Rispetto alle rielaborazioni basate sui dati del Gemeindelexikon per l’anno 1900 cambiano le percentuali di composizione delle due zone esterne: per primo le percentuali di pascolo ed alpe nella prima zona diminuiscono da 29,15% a 23,31% e nella terza aumentano da 25,59% a 36,66%; per secondo la percentuale di territorio intensamente coltivato nella Bassa Val di Non sale da 20,29% a 21, 92% e nell’Alta Val di Non scende da 21,14% a 17,9%. Le nuove ripartizioni ed i nuovi indici ottenuti differenziano in modo più naturale i territori di bassa quota da quelli di alta quota, al di là della coltura vigneto.

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2. - Allevamento

Il Gemeindelexikon per il 1900, riporta la consistenza delle più importanti specie di animali domestici: cavalli, bovini, ovini e suini.

Dall’esame dei dati assoluti disaggregati, relativi a questi animali, sarebbe difficile capire le diverse realtà comunali dell’allevamento in Val di Non all’inizio del secolo. Pertanto essi sono stati normalizzati a capi di bestiame per ogni 100 persone ed a capi su ogni Kmq di terreno produttivo (SAU).

Tab. a.1.9.  Animali ogni cento persone in Val di Non

Cavalli

Bovini

Ovini

Suini

0,83

31,11

2,92

11,57

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

Questi rapporti mostrano la scarsa diffusione assunta dall’allevamento di ovini, limitata ai paesi periferici della valle dove, forse, erano più disponibili zone di pascolo.

Per quanto riguarda i cavalli c’era una presenza significativa di essi in questi cinque paesi Cles, Amblar Taio, Fondo, Cavareno. Un grosso servizio dei cavalli era quello dei trasporti veloci di derrate e per il servizio di posta.

Considerando i bovini si passava da un massimo di 56,14 capi per cento abitanti a Bresimo ed un minimo di 21,29 a Romallo. Venti comuni superavano la media della valle (31,11 per cento abitanti) e 18 erano sotto tale media. Non ci sono evidenti differenze legate alle fasce d’altezza, né per quanto relativo ai dati medi, né agli indici di correlazione bovini-abitanti calcolati.

Prendendo in considerazione l’indice suini per 100 abitanti, risultava un primo gruppo di sette comuni oltre i 20 suini per 100 persone con una media di 11,57. Anche in questo caso le differenze di densità fra le tre fasce sono ridotte. Amblar, Vervò, Tres, Bresimo sono i paesi che avevano più pecore, da un massimo di 25,78 capi per cento abitanti ad un minimo di 17,51 capi per cento persone. Nove comuni ne erano privi.

Tab. a.1.10. Animali per ogni kmq di terreno coltivato in Val di Non

Cavalli

Bovini

Ovini

Suini

2,46

91,89

8,62

34,19

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

In questo caso i dati estremi dell’ordinamento danno i seguenti risultati:

Può essere interessante vedere la densità degli animali d’allevamento a seconda della SAU per un confronto con i risultati dei censimenti successivi.

Tab. a.1.11.         Animali per ogni kmq di terreno produttivo (SAU) in Val di Non

Cavalli

Bovini

Ovini

Suini

1,00

37,55

3,52

13,97

(fonte: rielaborazione dati Gemeindelexikon von Tirol und Vorarlberg auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung von Dezember 1900 von der K.K. Statistischen Central Kommission, Wien, 1907)

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App.3. - Riflessioni conclusive

Sono stati elaborati diversi coefficienti di correlazione tra abitanti ed i diversi elementi in gioco, sia per l’intera valle che per ogni singola zona. Tali indici di correlazione sono risultati in buona parte positivi: quelli fra abitanti e bovini si aggirava a 0,90 e quello tra abitanti e campo dell’intera valle era di 0,78. Gli scostamenti maggiori sono evidenziati nella zona degli otto comuni della media Val di Non, dovuti in parte alle forti differenze di utilizzo del territorio di Rumo. Ciò conferma un’attività agricola di sussistenza equilibrata in tutta la vallata, pur non mancando differenze su singoli aspetti.

L'economia della valle era basata sullo sfruttamento delle risorse del territorio, soprattutto quelle agricole. Da quest’esame non è possibile stabilire l'agiatezza delle popolazioni. Altri dati statistici suggeriscono che ci sia stato un miglioramento rispetto ai precedenti 50 anni in cui si ebbero morti di pellagra (risulta dai registri dei morti nella canonica di Vervò) e molti abitanti furono costretti ad emigrare per lunghi periodi. Ad esempio nel Gemeindelexikon dell’anno 1900 risultava una popolazione di 36.087 abitanti ed i dati statistici di Spezialortsrepertorium, relativi all’anno 1910, indicano un sensibile aumento della popolazione che si portò a 37.563 con un incremento di 1.476 persone, pari al 4,09%. Nella Bassa Val di Non era iniziata una ripresa della popolazione già dal 1890[4]. Inoltre dai simboli relativi alle istituzioni dei vari paesi, presenti nelle tavole dei due censimenti 1900/1910 si ricavano i paesi in cui sono presenti strutture cooperative di consumo, di credito o di gestione (malghe, caseifici). Nel 1900 erano presenti trentatré simboli, nel 1910 i simboli erano saliti a 57 (nel comune di Tassullo se ne contavano quattro come a Brez). Dal 1900 al 1910 ebbe anche luogo un aumento nella costruzione di nuove case del 8,5%, da 5.413 a 5.875.

Il miglioramento delle condizioni economiche nel primo decennio del 1900 può essere attribuito, in parte, ai benefici derivanti dall’organizzazione cooperativa nella sua fase nascente (1890 – 1910) e, in parte, dall’aumento della produttività agraria per l’opera divulgativa dell’amministrazione pubblica[5].


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Note:
[1] Vedi Capitolo 1, paragrafo 1.3.2.
[2] Naturalmente bisogna tenere in conto l'inferiore produttività per ettaro, e la diversa composizione percentuale dei seminativi coltivati.
[3] Ruatti G., L'economia agraria …, cit., pp. 50 - 55.
[4] Precisamente la variazione del numero di abitanti della Bassa Val di Non fu di 340
[5] Leonardi A., Depressione e “risorgimento economico”…, cit.,.