Santuari e chiese nelle valli del Noce
22 novembre 2016

Girando per vari paesi della valle spesso mi soffermo a fotografare le chiese e i santuari. In questa pagina propomgo alcune di queste mie foto con qualche parola di descrizione.
La prima mostra la chiesa della pieve di Torra con lo sfondo del monte Pin e delle Maddalene

Chiesa della pieve di Torra

Chiesa madre della Pieve di Torra

Oltre alla sua superba posizione che permette di osservare quasi l'interra valle e il classico campanile romanico, all'interno della chiesa si possono ammirare gli altari maestosi che ricordano l'importanza nel passato per essere la sede della Pieve di Torra.

altare maggiore Torra
altare laterale Torra
Altare maggiore

Altare laterale e pulpito

Il più conosciuto e frequentato santuario della Val di Non è quello di San Romedio che sorge nella stetta valle omonima su un alto spuntone di roccia che si alza solitario fra pareti rocciose dell'angusta valle e il ruscello che scorre ai suoi piedi.

San Romedio esterno
San Romedio interno
Santuario di San Romedio

Scalinata interna del santuario

L'altro santuario molto conosciuto della Val di Non, ma in provincia di Bolzano, è quello della Madonna di Senale (Unsere Frau in Walde), qualche chilometro prima del passo delle Palade (Gamper Pass), posto in una suggestiva conca valliva alpina fra il Monte Luco e il monte Macaion,. La parte in fondo alla chiesa è tappezzata di ex voto P.G.R.

Madonna di Senale
ex voto Madonna di Senale
Santuario della Madonna del Senale

Le pareti interne ricoperte di ex-voto

Premendo sull'immagine o il titolo, si apre l'ingrandimento.

1 2 - Dell'alta Val di Non presento prima la chiesa di Sant'Antonio di Ruffré per passare nell'angolo appartatoa di Vasio con la sua graziosa chiesetta dedicata a San Valentino.
3 - Non si può dimenticare la monumentale chiesa di Castelfondo, ricca di storia, dedicata a San Nicolò.
4 - Altrettanto bella, a un passo da Castelfondo è la chiesa di Sant'Antonio abate di Dovena.
5 - A Proves, dopo aver ammirato la piazza e il sagrato, si entra nella chiesa dedicata a San Nicolò per scoprire lo stupendo interno con i preziosi affreschi di Albrecht Steiner.

Chiesa di Ruffré
Chiesa di Ruffré
chiesa di vasio
La chiesa di Vasio
Abside C-Fondo
Chiesa Castelfondo
Chiesa Dovena
Chiesa di Dovena
interno chiesa di Proves
Chiesa di Proves

1 - Passando alla sponda destra del Noce, costruita all'estremità più bassa del paese, c'è l'agile chiesa di Santo Stefano a Dercolo.
2 - Nella vicina frazione di Quetta sorge, in paese, l'antica chiesa di Sant'Egidio col suo accogliente interno.
3 - Al limite sud del paese di Lover, si alza snello il campanile con accanto la chiesa dedicata all'Immacolata.
4 5 - In alto, sulla montagna, in posizione dominante trova posto il romitorio di San Pancrazio con la cappella.

Chiesa di Dercolo
Chiesa di Dercolo
chiesa di Quetta
Chiesa di Quetta
Chiesa di Lover
Chiesa di Lover
Eremo di s. Pancrazio
Eremo S. Pancrazio
Cappella s. Pancrazio
cappella dell'eremo

1 2 3 - Ancora nei paraggi troviamo la semplice cappella dedicata ai Santi Filipo e Giacomo presso la minuscola frazione di Segonzone (Campodenno), un gioiello per i suoi affreschi dei fratelli Giovanni e Battista Baschenis. Il caratteristico portale del secolo XVI ricorda altri portali in valle. Gli affreschi rappresentano il Redentore, i quattro evangelisti, l'Annunciazione sull' arco santo e altri santi.
4 5 - Nella frazione di Maurina (Spormaggiore), sul vicino colle, fu costruita negli anni quaranta la chiesetta della Madonna di Lourdes. Un suo importante personaggio, don Giuseppe Mautina, è ricordato in una lapide all'entrata.  don Giuseppe Maurina

cappella Segonzone
Cappella Segonzone
portale cappella Segonzone
Portale cappella
preziosi affreschi
Preziosi affreschi
Chiesetta di Maurina
Chiesa Maurina
interno dela chiesa di Maurina
Interno chiesa

1 - Tornando nella media Val di Non, eccomi a Brez. La chiesa fu costruita nel 1966, quando era parroco don Luigi Gottardi di Vervò, e consacrata a Maria Ausiliatrice nel 1975. É interessante per il suo disegno moderno.
2 - A Dres invece troviamo un vero gioiello: l'antica chiesa di San Tommaso, restaurata e ricca di affreschi.
3 - Nella chiesa di Maiano, frazione di Cles, sporgente verso il lago di Santa Giustina, si possono ammirare un prezioso ciclo di affreschi e un altare di legno intagliato dalla bottega Strobl di Cles nella seconda metà del XVII secolo, come due altari nella chiesa cimiteriale di San Martino a Vervò.
4 . Anche l'altra frazione di Cles, Mechel, ha la chiesa antica della Madonna Assunta. le chiese di Cles sono numerose e tutte pregevoli.
5 - La chiesa cimiteriale di Dambel dedicata all'Assunta conserva un altare ligneo a portelle bellissimo. É situata in posizione dominante sul rilievo del "Doss dei Sadorni" (possibile luogo di un tempio di Saturno).

Chiesa di Bres
Chiesa di Brez
chiesa di Dres
Chiesa di Dres
Altare Maiano
Chiesa di Maiano
Chiesa Mechel
Chiesa di Mechel
Altare di Dambel
Altare di Dambel

1 - Ora vengo nel territorio del Comune di Predaia. Tutti conoscono la chiesa trecentesca di san Marcello di Dardine. Il suo interno è impreziosito da una serie di affreschi. Assai pregevole è la pala dell'altare raffigurante la Vergine con Bambino, opera del pittore Girolamo da Bamberga (1492.
2 - Nel vicino paese di Tuenetto la chiesa è dedicata a San Rocco, i suoi inizi possono risalire al 1400. Era meta di pellegrinaggi per la devozione alla Madonna che sta nella nicchia dell'altare. Sono piacevoli le decorazioni e affreschi delle pareti e dell'abside.
3 - Dermulo, un po' nascosta alla vista, ha la sua vecchia chiesa dei santi Filippo e Giacomo, dichiarata monumentale, con varie interessanti caratteristiche costruttive e del suo interno.
4 - Di fronte all'entrata di castel Bragher, piuttosto trascurata, sorge la cappella della Madonna di Loreto. Sulle pareti esterne sono ancora abbastanza conservati i riquadri incorniciati delle stazioni della Via Crucis
5 - Caratteristica, poi, è l'antica chiesa di Santa Maria Assunta di Coredo, col cimitero attorno, che risale al 1300. La sua denominazione è di "chiesa dell'Invenzione della Santa Croce" passato all'attuale chiesa nel centro del paese detta, in breve, Chiesa di Santa Croce.

Chiesa
di Dardine
Chiesa di Dardine
Chiesa Tuenetto
Chiesa di Tuenetto
Chiesa di Dermulo
Chiesa di Dermulo
Loreto Bragner
Bragher Loreto
Chiesa Coredo
Chiesa di Coredo

1 - Al limite del declivo prativo a nord di Castel Thun fa bella figura la chiesetta di San Martino dove sono sepolti alcuni conti Thun fra i quali l'ultimo, conte Zdenko.
2 - Tornando nel territorio del comune Predaia, ecco un'altra simpatica chiesuola, quella di san Sigismondo. Qui a Vion (la capitale) si svolgeva la regola dei monti fino al 1700: vi convenivano i vari paesi della Pleu più Taio e Tres.
3 - Un'altra chiesa che soge su un rilievo, come a protezione dell'abitato, è quella di Priò dedicata a San Michele, ben curata e ricca di storia.
4 - A Tres, nel centro paese abbiamo la chiesa di San Rocco, piuttosto recente (XIV secolo), spaziosa e luminosa con affresschi del pittore trentino Metodio Ottolini. Sempre qui, sul colle, al centro del cimitero, c'è la storica chiesa di Sant'Agnese, detta anche di Santa Maria. Per saperne di più puoi seguire questo collegamento: Chiesa del Doss.
5 - Infine eccomi a Vervò. Al centro paese la chiesa di Santa Maria risale al trecento. Nel corso degli anni ha avuto ingrandimenti e restauri. Nel suo aspetto attuale è da segnalare soprattutto la bella via Crucis dipinta dal professor Dario Wolfe che ha completato l'opera con altre decorazioni nel presbiterio e sulle pareti. Per Vervò è da ricordare anche la chiesa di San Martino con i suoi preziosi altari degli scultori Strobel di Cles.

Chiesetta castel Thun
Chiesa a cas. Thun
Chiesetta Vion
Chiesa di Vion
Chiesa di Priò
Chiesa di Priò
Chiesa di Tres
Chiesa di Tres
Altare di Vervò
Altare di Vervò

A conclusione di questa ricerca e documentazione metto a confronto come era la chiesa di Santa Maria di Vervò prima del restauro del 1944/45 e come appare la corrispondente parte della parete nord ora. Interessante è notare l'accesso al pulpito da una piccola porta nella nicchia che aveva un altare completo con tabernacolo. Nel riquadro in basso a destra della prima foto si vede l'altare a fianco dell'arco santo. Ricavata una analoga cappella nella parete sud, i due altari a inizio navata sono stati collocati nelle rispettive cappelle laterali.

Una cosa che mi preme notare per i lavori nelle chiese di Vervò è che sono frutto di corale partecipazione alla realizzazione di tutti i miglioramenti e per la cura degli edifici dal 1440 al 1946. C'era sinergia fra la gestione delle amministrazioni delle chiese, del comune e, dopo il 1934, dell'Aministrazione Usi Civici di Vervò con opere prestate gratuitamente dalla popolazione. Penso che anche altrove si sia agito così.

navata Santa Maria Navata Santa Maria

Lato Nord della navata di Santa Maria di Vervò con due altari (1940)

Lato Nord della navata di Santa Maria di Vervò dopo il restauro (1946)



Conclusione

Sono molti i poeti nostrani che hanno celebrato la bellezza della Val di Non, dei suoi personaggi e delle particolari atmosfere. Anselmo Chini (di Segno, di Trento, di Vervò, noneso sicuramente) è uno dei campioni recenti frai i poeti in dialetto noneso. La raccolta di poesie "E ciaut de la me val" (anno 2000) è un accattivante vulumetto che non parla di chiese, ma è illustrato con le riproduzioni fotografiche in bianco e nero delle chiese nel territorio della Predaia. Però, se voleste leggere la poesia "Glesiòta da Vion", la trovate nella raccolta "Paròle vècle" pubblicata nel 1990 che trascrivo.

Glesiòta da Vión

Glesiòta da Vión, às pèrs l'alegria: sés io solagna, no giàs compagnia.
Sés fòra de man, glesiòta da Vión, no passa pu nzun per la montesón.
No sèntes pu i bròzzi passar la domàn. A tòr l'aca santa no ven pu 'n cristiàn.
En bòt se fermava le bestie a poussàr: le séva che i àutri i néva a pregiàr.
Pò dòpo i spariva plan plan, ent el scur e i néva sul mont col pass pu segùr.
Che vita, che stènti! Ma 'n pòc d'aca santa gi déva corazo; li féva contenti.
La to ciampanèla la sènti la sera: la sòna, la clama, ancora la spéra.
La spéra che i tòrnia, glesiòta da Vión, a tòr l'aca santa, a dir n'orazió.

Testi e foto di Piergiorgio Comai E-mail: p_comai@alice.it

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